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 Cominciate col fare
ciò che è necessario,
poi ciò che è possibile.
E all'improvviso
vi sorprenderete 
a fare l'impossibile.   
 
Attribuita a S. Francesco d'Assisi
   
  
      

- Per il 5 per 1000 il codice fiscale della nostra ONG-ONLUS PUNTO DI FRATERNITA' è: 95027620103 - ULTIMO AGGIORNAMENTO 29 GIUGNO 2019

   
  
 P. Aurelio GAZZERA    
Centrafrica guerra senza fine. Ecco il resoconto di p.Aurelio Gazzera di questi ultimi tre giorni:
 
Lunedì 9 Dicembre
In serata arrivano i nostri! Sono i militari camerunesi della FOMAC (la Forza Militare dei Paesi dell'Africa Centrale). 20 soldati, molto professionali.
Mettono in sicurezza la concessione della Missione, che accoglie ormai 4.500 rifugiati. Poi partono a vedere i ribelli della Seleka. Li informano che faranno delle pattuglie in città, e la Seleka non è d'accordo. La FOMAC dice che non importa: loro faranno la pattuglia ugualmente. Allora la Seleka pretende di fare le pattuglie insieme, e la FOMAC dice di no… Alla fine la Seleka deve accettare…
 
Martedì 10 Dicembre
mattina vado all'aeroporto a portare una donna ferita dalla Seleka venerdì: l'aero della Croce Rossa la porta a Paoua, dove Medici senza Frontiere se ne occuperà.
Nel frattempo la FOMAC fa una riunione con le autorità, l'Imam e la Seleka. La Seleka pretende che la gente rifugiata alla Missione rientri nei quartieri. E loro assicurerebbero la sicurezza!!!!!!!
Vogliono incontrare la popolazione alle 14. Io rifiuto di farli entrare in Missione, e non voglio che pralino alla popolazione, ma che la popolazione gli parli… Accetto di fare un incontro con una dozzina di rappresentanti dei rifugiati, in una casa dall'altra parte della strada.
Alle 14 siamo tutti presenti. Ma la Seleka non arriva. Aspettiamo un po' poi ci mettiamo d'accordo di non aspettare oltre le 14h 30. Alle 14h 25 il "colonnello" telefona, dicendo che si era addormentato, e che adesso può venire… Gli diciamo di no, perché ormai noi siamo partiti, e che può venire l'indomani alle 8h 30. Insiste, ma gli diciamo di NO.   I delegati dei rifugiati, quando sentono che rifiutiamo di aspettare il colonnello, applaudono! È importante che la gente inizi a prendere coscienza della propria dignità, e che esiga il rispetto.
In città c'è un po' meno di tensione e un po' meno armi…
Dopo la riunione mancata, parto con la Croce Rossa per recuperare un altro cadavere. Rientrando, incrocio dei giovani armati di bastoni e machete. Mi fermo, e gli chiedo perché vanno in giro armati. Mi dicono che hanno paura degli anti-balaka (milizie spontanee che attaccano la Seleka ed i musulmani). Gli dico di restare tranquilli e di non circolare armati.
Alle 20h30 mi informano che ci sono gli anti-balaka in città…Prendiamo qualche precauzione, e poi andiamo a dormire… e finalmente la notte scorre tranquilla.
 
Mercoledì 11 Dicembre
Questa mattina avevamo la riunione alle 8h 30. Sorpresa: il “colonnello” Yahaya della Séléka arriva 5 minuti prima… Ha capito la lezione di ieri. Arriva con il “colonnello” Ibrahim, e con 10/15 (il suo nome di battaglia…), e la loro scorta (armata più di gris-gris (amuleti) che di armi…).
Le persone sono molto numerose… e i delegati cominciano a parlare. Manifestano la loro paura, i timori e la mancanza di sicurezza. Questa notte stessa, i Seleka hanno bruciato due case e rubato un telefono… Le donne sono molto più coraggiose degli uomini! Una donna parla: i Seleka hanno ucciso suo marito venerdì scorso…. lei ha 7 figli piccoli, e più niente! la sua testimonianza fa scendere molte lacrime…
Dopo… prendo la parola io. Finalmente! Sono mesi che aspetto il momento di gridare e denunciare quello che fanno quelli della Seleka e di dirgliene 4, o 8, e magari anche 16… In più … ho del pubblico, e mi lancio.
I Seleka pretendono che i rifugiati (che sono ormai 4.500) rientrino a casa. Ma non c’è alcuna garanzia. Dico che il problema non sono i mussulmani, ma loro, quelli della Seleka. Sono loro che uccidono, che buttano i cadavere nei fiumi, che sono perfino arrivati a denunciare me e la Croce Rossa perché siamo andati a cercare i cadaveri per seppellirli. E’ la Selekà che arresta la gente, che la tortura. E’ la Seleka che minaccia (e dico a “10/15”: “sei tu che in Municipio hai urlato contro il Padre, che denuncia i vostri crimini, e tu hai detto che saresti venuto ad abbattermi”). È la Seleka che picchia e che ruba. Che mette le barriere, sotto il pretesto di proteggere la gente: la verità è che voi taglieggiate la gente, voi rubate, e voi non proteggete altro che le vostre tasche…
Gli ho detto anche che, dopo aver fatto fuggire le persone, che si sono rifugiate a Bozoum da agosto (sono più di 8.000), pretendono soldi dai camion con i viveri del PAM, che sono obbligati a pagare per entrare in città… Ho detto: “Voi volete che loro rientrino a casa… ma questa notte avete bruciato due case, avete rubato un telefono… come potete pensare che le persone si fidino?”.
Gli ho spiegato che noi abbiamo aperto le porte a tutti, ai cristiani come ai mussulmani. Che noi diamo i viveri alle persone che sono alla Missioni ma anche ai 2.200 Peuls che sono rifugiati nella Moschea… Noi non abbiamo problemi con i mussulmani. Il problema … siete voi della Seleka.
I Seleka hanno risposto… vedremo. Dopo la riunione mi sono trattenuto con loro… e mi sembra abbiano capito … vedremo!
Subito dopo parto per andare a trovare i Peuls che sono fuggiti dai villaggi e dai quartieri. Erano 2.200, ma ce ne sono altri che stanno arrivando… Sono contenti di vederci, e condividiamo la loro sofferenza. Hanno paura perché gli anti-balaka li hanno attaccati (ci sono dei feriti), ed è per questo che sono armati. Incontriamo anche l’Imam, un amico, e ci salutiamo con gioia. Ne approfitto per dire a tutti che noi non abbiamo niente contro i Mussulmani, che abbiamo bisogno di vivere insieme nella pace. E’ un bel momento…. Invito l’Imam alla missione per parlare ai rifugiati. Accetta e si farà.
Dopo la visita, rientro e spero che da qui a domani si possa invitare la gente a ripartire…. se i Selekà rispetteranno le condizioni: smettere le estorsioni e le violenze…
Alle 16 parto per incontrare il “colonnello” Yahaya della Seleka, con il Segretario della prefettura. E’ un tipo calmo, e riprendo la discussione di questa mattina: le persone non rientreranno fino a che la Seleka continuerà a rubare, uccidere, torturare… Si discute bene, e spero che ascolti. Vedremo le prossime notti e i prossimi giorni se vorranno cambiare o no.
Passo a cercare l’Imam, e con lui torniamo alla Missione per incontrare i rifugiati. Lo presento e spiego alla gente la paura dei nostri fratelli mussulmani, attaccati dagli anti-balaka e insisto sulla volotnà di rispettare tutti e ciascuno e di tornare a vivere insieme nella pace. Do la parola all‘Imam che invita a tornare nei quartieri. Ma le persone hanno ancora paura… ci vorrà del tempo, molto tempo e molto lavoro per tornare alla pace vera.
   
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BOCARANGA

11/12/2013 
sì è vero dell’uccisione dei francesi....di Bangui non abbiamo altre notizie. Noi a Bocaranga aspettiamo i soldati della MISCA.... si mette brutta dopo l’assalto a Ngutere...la gente vive nel terrore... la gente si sente sicura (speriamo) alle missioni, anche qui a Bocaranga il villeggio dei catechisti è pieno e poi...... Oggi i seleka hanno ucciso un giovano qui a Bocaranga (a Belke). Sparano sulla gente come fossero dei conigli... pare che a Ngutere e altri villaggi hanno bruciato case.....non abbiamo notizie precise...vi terremo al corrente.... La gente qui a Bocaranga aspetta un attacco degli anti-balaca contro i seleka quindi vive nella paura.....
Aiutateci con la preghiera e fate pregare.......
10/12/2013
.....non va proprio per il momento. A Ngutere (40 km da Bocaranga su Bozoum) gli anti balaka hanno attaccato i seleka , giovani ingaggiati  da queste parti, e ne hanno fatto fuori 8 che hanno portato qui a Bocaramga insieme a feriti per l’ospedale. Quest’oggi i seleka qui a Bocaranga hanno fatto fuori quattro persone e pare che vogliono continuare...a Bozoum nello scontro ci sono stati una cinquantina di morti...a  Tatali  (dopo Tolle) hanno ucciso degli arabi...... A Vacap anche ci sono stati dei morti...... Quest’oggi Aurelio ha fatto un’intervista a Radio Vaticano spiegando la situazione...... Fateci coraggio aiutandoci con le vostre preghiere. Un saluto a tutti...
   
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5/11/2013

P. Jacek Debski tramite skype:
"Stamattina i rifugiati sono tornati a casa, ma hanno lasciato la loro roba alle missioni. La banca di Boaur resta chiusa."
   
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 4/11/2013    
P. Henri da Ndim tremite skype:
"Qui, a BoKaranga e a Ngaoundaye è tutto assai tranquillo, ma non a Bouar. A 30 Km da Bouar (asse Boaur-Bokaranka) i Seleka hanno bruciato il villaggio di Vakap, dove sembra che si siano riunite le forze che la settimana scorsa sono scese su Boaur e si sono scontrate con i Seleka all'aeroporto di Bouar. Nello scontro sembra siano morti una quarantina di persone. A Vakap i Seleka hanno bruciato tutte le case coperte in paglia ed hanno crivellato tutte le lamiere dei tetti delle altre, comprese le lamiere dei tetti della chiesa e delle scuole, che avevano costruito i missionari."
P. Aurelio scrive da Bozum:
"Oggi, festa di tutti i santi, ho ancora gli occhi pieni di quella cattedrale di Boaur, dove chi è debole ed indifeso trova rifugio e conforto (si sono rifugiate 6000 persone fuggite dai quartieri per paura). 
Sono orgoglioso di questa Chiesa"
   
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 31/10/2013    
 
NOTIZIE TRAMITE SKYPE – Da Fra Serge MBREMAMDJI Vice Provinciale Chad-RCA
 Da Bokaranga per Bohong - Bouar non siamo passati, perché ci dicevano che c’erano dei gruppi armanti che salivano verso Bokaranga. Siamo passati da Bozoum – Bossentele - Bouar. All’entrata di Bouar a Wantiguera, non abbiamo visto persone ma solo capre e polli. Così anche al quartiere Gombou. Le prime persone le abbiamo viste alla chiesa di St. Augustin. Siamo saliti alla Cattedrale di St Joseph, dove dormono e si rifugiano 6000 persone spaventate, scappate dai quartieri.

Siamo saliti al grande seminario di St. Laurent, dove abito, e qui ci sono da sabato mattina 19 ottobre più di 1500 persone, rifugiate a causa degli spari che hanno ucciso molte persone nel quartiere vicino all’aeroporto. Non sono 12 i morti, ma molti di più, forse una quarantina. I rifugiati alla cattedrale, alla Parrocchia di Fatima ed a St. Laurent non vogliono ritornare alle case, perché dicono che, se sono scappati tutti i volontari delle ONLUS e degli organismi di cooperazione internazionale, la situazione resta pericolosa. Il problema è quello del cibo, dell’acqua e dell’igiene. Abbiamo fatto scavare latrine comuni, sperando che non ci siano epidemie, ma l’acqua è scarsa. Alcune donne hanno partorito in qualche angolo riparato. Dio ci aiuti.

   
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 29/10/2013    
 
Ieri sera,  P. Enzo ha ricevuto una telefonata da P. Mansueto  il quale comunicava che ci sono più di 2000 persone che si sono rifugiate, da sabato scorso, nelle missioni di St. Laurent, di Fatima e dalle suore Clarisse e non hanno alcuna intenzione di andar via, perché incerti della situazione che si è creata a Bouar.
 
   
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 15/10/2013    
Bruxelles
P. Enzo ha ricevuto la telefonata della Sig.na Rosa Crestani da Bruxelles, responsabile dei programmi di emergenza sanitaria dei Medici senza frontiere, la quale comunicava che si recherà mercoledì 16 ottobre in Repubblica Centrafricana per organizzare gli aiuti nei settori dove sono stati distrutti i dispensari e gli ospedali. Finora i Medici senza Frontiere sono presenti in alcuni posti ma non nella Diocesi di Bouar (dove vari posti sanitari sono stati bruciati e saccheggiati dai Seleka).
   
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 15/10/2013    
BOCARANGA
Enzo e tutti in Procura, saluti da  Bocaranga!!!
Ormai sono entrato nel mio lavoro e vedendo che i seleka per il momento ci lasciano liberi.... Certamente avrete letto le notizie sulla MISNA e su Centrafrique-presse che ci aprono a sperare. Un po’ di chiasso si è fatto e la gente, mi pare comincia ad interessarsi del Centrafrica. Andiamo avanti con fiducia. A Bouar si sta facendo la sessione diocesana. Da Bocaranga sono andati Roberto, Sr. Arcangela e alcuni cristiani impegnati. Io aspetto la macchina al ritorno da Bouar per ripartire in brousse. Ho sentito della buona riuscita della riunione di sabato scorso... Complimenti!!!!  Saluti a te Enzo con tutta l’equipe.
Cipriano
   
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 Testimonianza di P. Valentino Vallarino    

ULTIME NEWS: MISSIONE RCA

I militari della SELECA che hanno compiuto il colpo di Stato sotto gli ordini del Generale Michel N.
Djotodia sono tornati a Gofò per saccheggiarla. I missionari presenti sono restati illesi ma hanno dovuto abbandonare la missione. Attualmente a sono a Kaga Bandorò ed attendono che il conflitto si spenga a Bangui per raggiungere la Fraternità di Bimbo nella Capitale.
"Questa notte tra mercoledì e giovedì, mi sembrava di essere nel rifugio ad Arenzano durante i bombardamenti del '44. Erano passate le 23.00 da qualche minuto quando uno scroscio di armi automatiche con rumori taglienti si abbatte nella nostra missione di Gofo. Il silenzio e la calma della notte, ci hanno fatto percepire i rumori moltiplicati dieci volte. Sentendo picchiare i bossoli poco distanti, nel buio più intenso sono scivolato dal materasso fino sotto il letto, aggiustandomi un lenzuolo sul pavimento e un secondo sul corpo, così facendo speravo di non essere colpito dalle pallottole. Trenta minuti di inferno.
I... Seleka pensavano che avremmo aperto le porte, ma non è stato così.  In mattinata ci siamo fatti un'idea di questo commando di forsennati: con tre moto erano scesi poco prima da Kabo e a fari spenti si sono avvicinati alla nostra missione sparando ovunque. Era gente che veniva da sessanta kilometri in piena notte, sperando di fare bottino, come già hanno fatto più volte quelli di Batangafo. Durante i trenta minuti di spari, steso sotto il letto, mi sono detto i Padre Nostro l'Ufficio delle Letture ed il Rosario. Verso l'una di notte sento che mi chiamano timidamente, mentre Valentin Roland e l'abbé Hilaire( rifugiato da noi) dormono nel casa a due piani;…
…In mattinata potemmo vedere gli innumerevoli bossoli sparati: i colpi erano sparati a livello umano…
Abbiamo fatto la riunione di famiglia. Il superiore, padre Valentin, ci ha manifestato il suo stato di animo: "Impossibile restare ancora a Gofo per farci ammazzare ..." 
Tutti e quattro eravamo d'accordo di telefonare subito a p. Serge che si trovava a Bangui con il segretario Jacek e al nostro vescovo Nestor spiegando il nostro patema di animo e... partire ... ma dove ? su Kabo non si può andare, né su Kambakota, né su Buca . Ci resta la strada di kaga Bandoro che forse è la più calma !?
Con quale mezzo ? Non sappiamo. Vedremo cosa dicono i Superiori.
Comunque tutto sommato siamo calmi, anche se il buio della notte incomincia a farci paura.
Ciao di cuore a tutti. Frate valentino "
   
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Il modo di essere missionari,
la testimonianza di vita evangelica,
l'amore ai poveri,
la povertà vissuta,
compiono continui miracoli di beneficenza.
E finchè ci saranno tali uomini,
il mondo non dovrà perdere
la speranza di salvarsi.
 
Papa Giovanni XXIII
 
   
  
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